Vladimir Spivakov

Vladimir Teodorovich Spivakov è nato il 12 settembre 1944 a Ufa, nelle Federazione Russa. E’ un direttore d’orchestra e violinista.

All’età di 13 anni gli è stato assegnato il primo premio al principale concorso di Mosca come musicista. Ha studiato al Conservatorio di Mosca con il maestro Yuri Yankelevich. Ha debuttato con la Chicago Symphony Orchestra nel 1979. Nello stesso anno ha fondato l’Orchestra da Camera Virtuosi di Mosca di cui tutt’oggi è il Direttore Artistico.

Spivakov è stato nominato Artista Popolare dell’URSS nel 1991. Tre anni dopo ha fondato la Fondazione Internazionale di Carità Vladimir Spivakov per aiutare gli orfani russi.

Nel 2000 è stato premiato con  la Légion d’Honneur per il suo lavoro come direttore artistico del Colmar International Festival, per il quale ha lavorato dal 1989. La moglie Sati si occupa di televisione. Ha tre figlie, Tatiana, Katia e Anna.

Spivakov è anche considerato uno dei più importanti violinisti della sua generazione. Ha vinto diversi concorsi a Mosca, Parigi, Genova e Montreal.

Spivakov lavora attualmente come Direttore Artistico e Principale Direttore della Filarmonica Nazionale della Russia.

Nel marzo 2014 ha firmato una lettera a sostegno delle politiche di Vladimir Putin relative all’annessione russo del Crimea e dell’Ucraina del 2014.

Il 22 settembre 2017 vince il Premio Tatiana Pavlova alla carriera.

Andrej Kravcuk

Kravchuk è il regista della nuova Russia. Si avvicina al cinema  con Aleksei German e Vladimir Vengerov.  Studia all’Istituto di cinema e televisione di St.Pietroburgo. Tra il 1992 e 2001, scrive e dirige i film Indonesia – lubov’ moya (Indonesia, My Love), Otbleski i Teni (Reflections and Shadows), Vecher i Utro (Evening and Morning) and Rozhdestvenskaya Misteriya (The Christmas Miracle); the documentaries Deti v Strane Reform (Children in the Country of Reforms), Tamozhnya (Customs) and Marlen Shpindler; and episodes of the television series Ulitsa razbitykh fonarei (Streets of Broken Streetlights) and the television miniseries Agent Natsional’noi Bezopasnosti (Agent of National Security). Nel 2002, dirige il film Chernyi Voron (Black Raven) e il documentario Semyon Aranovich: Poslednii Kadr (Semyon Aranovich: The Final Shot). Nel 2005, dirige il film Italyanets che viene accolto molte bene dalla critica.  Nel 2016, dirige il colossal Viking, un film di straordinaria bellezza.

Beppe Carletti – I Nomadi

Giuseppe “Beppe” Carletti nasce a Novi di Modena il 12 agosto 1946. È un tastierista italiano, cofondatore del gruppo musicale Nomadi, del quale è leader ed unico membro stabile dalla formazione ed è considerato dai fan il leader indiscusso del gruppo.

Nel 1963, allora sedicenne, fonda lo storico gruppo dei Nomadi, nato dal suo gruppo precedente assieme ad Augusto Daolio, Franco Midili, Leonardo Manfredini, Gualberto Gelmini e Antonio Campari, e ne diventa il tastierista fino ai giorni nostri. Ma il suo talento musicale si estende anche ad altri strumenti quali il pianoforte, la fisarmonica, l’organo Hammond e il sintetizzatore.

Da sempre impegnato in iniziative socio-umanitarie, tra le quali la costruzione di una casa di accoglienza per bambini in Cambogia ed in Vietnam dove vengono aiutate ragazze vittime della baby-prostituzione. Nel 2012, a seguito dei terremoti che hanno colpito l’Emilia, la sua terra, è stato promotore del Concerto per l’Emilia, tenutosi il 25 giugno, riuscendo a coinvolgere numerosi artisti, oltre che la Rai, che ha trasmesso l’evento.

I Nomadi.
Il sogno di due sedicenni è diventato realtà. Nel 1961 il tastierista Beppe Carletti fonda, insieme al batterista Leonardo Manfredini, al bassista Antonio Campari e al chitarrista Remo Gelati, il complesso musicale I Monelli. Nel 1963 Carletti Franco Midili presenta a Beppe Carletti il cantante Augusto Daolio che, dopo una sorta di audizione svoltasi direttamente sul palco durante una serata danzante, viene inserito subito nella formazione. È a partire da questo momento che il complesso assumerà la denominazione ‘I Sei Nomadi’.

Augusto, Beppe, Franco e Gianni reclutano dunque il batterista Gabriele Copellini la nuova formazione sarà destinata ad eseguire i primi grandi successi musicali del complesso e ad affrontare la censura radiofonica e le difficoltà degli esordi con un concerto al Club Pineta di Novellara. I Nomadi fanno la loro apparizione sulle scene in uno dei periodi più fervidi del panorama musicale italiano, gli anni sessanta; in quegli anni nascevano e scomparivano decine di complessi, accomunati dall’atmosfera del dopo-boom che scopriva un’Italia arricchita economicamente, ma allo stesso tempo impoverita socialmente, nella quale i giovani cominciavano a sentirsi strozzati da un contesto sociale ancora intriso di convenzioni antiquate. I capelli lunghi, gli abiti sgargianti e la voglia di cambiamento, che caratterizzavano i giovani di quegli anni, divennero ben presto uno dei tratti distintivi del complesso musicale, che per questo fu più volte attaccato verbalmente, e in alcuni casi anche fisicamente.


La musica e le idee.
Il messaggio che sin dagli inizi i Nomadi trasmettono è di denuncia e impegno sociale, mai troppo politicizzato. Questo messaggio è trasportato in giro per l’Italia in maniera capillare, anche nei paesi più piccoli, dato che i Nomadi sono sempre in viaggio, in un tour quasi permanente – in questo sembrano nomadi. Contano in media 130 concerti l’anno, ma negli anni ottanta hanno raggiunto la cifra di 220 concerti in un anno. Caratteristica dei loro concerti sono i messaggi, gli striscioni e i regali mandati dal pubblico sul palco e letti tra una canzone e l’altra, con un continuo scambio tra “popolo nomade” e il gruppo stesso. Sempre segno di questo rapporto sono i cori che in taluni casi possono esser ripresi durante il live anche 2-3 volte. Pur avendo cambiato, nel corso della propria storia, ventitré componenti, il che ha portato ad un cambio praticamente totale di genere musicale, i Nomadi sono sempre rimasti coerenti con il loro messaggio iniziale.

Nel 2013 il gruppo ha raggiunto i 50 anni di attività, classificandosi così come una delle band musicali più longeve del panorama musicale italiano ed internazionale. I Nomadi, infatti, sono tra i gruppi con la durata più lunga, insieme ai Beach Boys (1961), ai Rolling Stones (1962), agli Status Quo (1962), oltre che a parecchi gruppi ancora in attività ma nati successivamente al 1963.

Associazione Augusto per la Vita.
A seguito della scomparsa dello storico leader del gruppo, Augusto Daolio, è stata fondata, nel 1992, ad opera anche di Beppe Carletti, Cico Falzone e Daniele Campani, oltre che di Rosanna Fantuzzi, la compagna di Augusto, che ne è presidente, l’Associazione Augusto per la Vita, che si occupa della raccolta di fondi, tramite la pubblicazione di opere dedicate al cantante, da donare sotto forma di borse di studio per la ricerca sul cancro. L’idea di questa associazione nacque il giorno stesso dei funerali del cantante, quando i molti fan presenti al rito, lasciarono, spontanemente, parecchie offerte in denaro.